Benvenuto nella casetta online di MadeinMad :-) 

Ciao!

Ciao, sono Maddalena

Creo fiabe di porcellana, pezzi unici per rendere più leggera  la vita di tutti i giorni, da indossare o da usare per abbellire la tua casa. Li modello a mano e li illustro uno per uno nel mio laboratorio tra le montagne, con le Dolomiti tutto intorno.

Mi piacerebbe che i miei oggetti ti facessero sentire un po’ come a casa. Penso a quando li osserverai da vicino e li prenderai in mano: creo con gioia, per dare vita a momenti di stupore e delicatezza. Magari ti faranno tornare alla mente ricordi felici o momenti d’infanzia che credevi di aver dimenticato. Mi piace l’idea che una tazzina o una piccola creatura di porcellana possano evocare qualcosa di bello dentro di te, qualcosa che a volte non sapevi nemmeno di cercare.

Credo che ci sia sempre bisogno di un po’ di meraviglia nelle cose di ogni giorno, soprattutto quando il tran tran diventa un po’ troppo stretto, rumoroso e veloce.

MadeInMad® è un mondo leggero e sognante, sempre qui per te.

Aspetta aspetta, adesso ti racconto io cosa succede qui. Allora, hai presente il das o il pongo? Ecco, lei lavora una terra simile, molto morbida e molto bella. La modella tutta con le mani e crea delle cose! Ad esempio tazze, teiere e piattini, ma anche cose che mi fanno molto ridere, come mostriciattoli e scatoline buffe. Poi ci disegna sopra e le dipinge con i pennelli, alcuni con la punta piccolissima. E dopo le mette a cuocere in un forno rotondo molto grande che fa molto, moltissimo caldo! A volte lì dentro si rompe qualcosa e allora siamo tristi per un po’, ma poi ci mangiamo un biscottino e va subito meglio. Tutte le cose che crea sono belle da vedere, ma le puoi usare ogni giorno: ad esempio nelle ciotole puoi mangiarci lo yogurt e nelle tazze ci puoi bere il caffelatte, anche se a me piace di più il tè.

Come tutto è iniziato

Mi è sempre  piaciuto immaginare:  Nella mia testa è come se si srotolasse un mondo di immagini di ogni tipo. Amo sognare e far uscire il mio mondo interiore attraverso le mani, mettendolo  in ciò che creo .

Ho sempre voluto fare un mestiere creativo e ci ho provato per molti anni: ho studiato illustrazione per l’infanzia, senza che diventasse una professione. Nel 2020, Per caso, anche se non ci credo al caso, ho partecipato a un incontro di una mattinata sulle tecniche per lavorare la ceramica. Mi è piaciuto talmente tanto che avrei voluto continuare, ma era l’anno in cui il mondo si è fermato: dopo alcuni giorni è iniziato il periodo in cui siamo rimasti tutti a casa.

Allora ho comprato i materiali e ho proseguito da sola: non ho più smesso. Nel 2022 ho lasciato il mio lavoro a tempo indeterminato per dedicarmi completamente alle mie fiabe di porcellana e a MadeInMad®. Creo per amore della creazione in sé, della materia che diventa altro nelle mie mani. Mi lascio guidare dall’immaginazione, dalle piccolezze che osservo, dalla meraviglia commovente della natura.

Il laboratorio

Il mio laboratorio, che è anche l’atelier in cui ti accolgo, è la mia tana. Si trova in un piccolo borgo di montagna, con le Dolomiti tutto intorno.

Ci vivono anche Zelda e Olivia, le mie gatte, che mi fanno compagnia e stanno spesso in braccio mentre lavoro. Ci sono molti libri, una stufa a legna che amo osservare ipnotizzata dal fuoco, i miei cassettini pieni di washi tape e un mobile che ho disegnato e mi sono fatta fare, per tenerci i miei disegni, le matite e gli acquerelli.

Poi ci sono le piante da interno: parlo anche con loro, perché chi può crescere bene senza nemmeno una parola affettuosa?

Ogni giorno, quando arrivo, ho un rituale: coccolo le micie, mi preparo un litro di tè (a volte nero speziato, oppure verde “lamponi tart”)  e poi inizio. Mi piace circondarmi di cose belle e scelte con cura, che mi donano serenità, mi fanno sorridere e  quasi mi commuovono. Succede anche te?

Eh, anche a me piacciono tanto le cose belle, soprattutto i fiori, i biscottini morbidi e le mele croccanti dalla buccia rossa.

Come lavoro

Fin da quando ho iniziato a lavorare la ceramica, la porcellana mi chiamava. Un po’ per la sua raffinatezza, un po’ perché lascia passare la luce e ci vedi attraverso. E poi perché è più difficile da lavorare, soprattutto a mano, e a me piace imparare cose nuove e sperimentare.

Le prime ciotoline di porcellana erano venute un po’ strane e molto diverse da come me le aspettavo, ma non ho desistito. Ho provato diversi tipi di porcellana finché, ho scoperto una porcellana francese color burro: mi sono innamorata subito. È liscissima, perfetta, come accarezzare la pelle. Bellissima da lavorare, un po’ altezzosa, ma se impari a conoscerla sa premiarti: uso solo lei.

Per me è viva, come una piccola creatura che vuole essere trattata bene. La terra assorbe ciò che le trasmetto: per questo, se mi sento molto tesa o se ho una giornata difficile, aspetto di essere più calma prima di lavorarla. Quando creo, sono in uno stato di tranquillità e gioia, mi piace pensare che  rimanga lì dentro.

Lavoro soprattutto con la tecnica della lastra: stendo una sfoglia di porcellana sottilissima, circa tre millimetri, come per fare i biscotti. Poi taglio i pezzi e li assemblo a mano, uno per uno. In cottura la porcellana si riduce ed è questo il motivo per cui i miei pezzi sono così sottili e leggeri che ci puoi vedere attraverso, ma sono anche molto, molto resistenti. La porcellana infatti, oltre a essere la terra più pregiata, contiene caolino e quarzo, che la rendono sorprendentemente resistente: si sbecca meno della ceramica e dura molto più a lungo nel tempo.

Della porcellana si dice che ha memoria della forma: se la stendi in un verso, poi la impasti di nuovo e la stendi in un altro, in cottura si ricorderà di com’era all’inizio, creando crepe e imperfezioni. Più è complesso il pezzo, come nel caso delle teiere, più è facile che la porcellana ti sorprenda con il suo caratterino, se non è stata trattata come avrebbe voluto.

A differenza di altri impasti ceramici, la porcellana cuoce ad alte temperature, in un forno apposito. Il mio si chiama Ubba (sì, quasi tutti i forni hanno un nome). I pezzi vengono cotti due volte: la prima cottura viene fatta a 980° e quello che ne esce si chiama “biscotto” (anche se non si mangia). Dopo la prima infornata, se tutti i pezzi sono intatti, passo alla decorazione o alla smaltatura, e poi alla seconda cottura a 1250°. La seconda cottura è lunghissima, dura almeno un giorno e mezzo. 

Ho imparato a lavorare la porcellana a modo mio e tante cose le ho scoperte dopo un bel po’, altre le ho capite sbagliando. Ma credo la materia si sia adattata a me, come io a lei.

Dedico alla decorazione molto tempo, spesso più di quello che uso per la creazione del pezzo. I colori che utilizzo si possono usare sia sul pezzo “crudo”, cioè asciutto ma non ancora cotto, sia sul pezzo cotto una prima volta (il “biscotto”). Mi sono creata le tinte che mi contraddistinguono, mescolando i colori tra loro fino a trovare le tonalità che sentivo mie.

Lo sgraffito è una delle tecniche che preferisco: stendo il colore in maniera libera sul pezzo “crudo” e poi, con una punta metallica sottilissima, gratto via tutto ciò che non serve, tirando fuori il disegno. Mi piace moltissimo perché mi permette di lavorare in negativo, come se stessi svelando qualcosa che era già lì, nascosto sotto la superficie.

Un piatto da portata con la tecnica dello sgraffito, per esempio, richiede circa tre o quattro ore di decorazione (oltre a quelle per modellarlo prima e per cuocerlo).Non uso mai disegni preparatori, mi metto davanti al pezzo e mi lascio guidare da quello che emerge. Oltre allo sgraffito, amo dipingere e disegnare direttamente sui miei pezzi, usando i colori diluiti come fossero acquerelli, lavorando sulle trasparenze e le sovrapposizioni.

Dopo la decorazione, ogni oggetto viene ricoperto con uno smalto trasparente (si chiama “cristallina”) che vetrifica la superficie, protegge i colori e agevola l’utilizzo pratico. In ogni caso la porcellana è perfettamente impermeabile già dopo la seconda cottura!

Un giorno le ho chiesto se poteva regalarmi una tazzina da tè con un piattino, per la merenda. Mi piacciono tanto perché sono diversi da tutti gli altri: sopra ci sono delle fragoline deliziose, mi fanno sempre venire l’acquolina in bocca e sento quasi il loro profumo. O forse è quello del tè? Mmm, che buono.

Mi sono appassionata ai lustri: sono colori speciali che rientrano nella tecnica del terzo fuoco. Vanno dati sopra allo smalto, dopo la seconda cottura, e richiedono poi una terza cottura a 750° gradi. Si chiamano lustri perché in origine bisognava lucidarli perché brillassero.

Sono colori iridescenti, brillanti e cangianti. Il più conosciuto è il lustro oro, fatto con oro vero sciolto in una resina specifica per la cottura. Poi ci sono il lustro rame, argento, madreperla e altri colori. Pensa che l’oro non mi ha mai attratto molto, come colore, ora invece mi piace tantissimo. Usare il lustro nei miei pezzi mi ha fatto scoprire la sua bellezza in un modo tutto nuovo.

Curo i dettagli in maniera quasi maniacale. Anche se ci vuole moltissimo tempo, mi piace fare piccoli decori sulle ali delle farfalle, scaglie sui pesci, peluria sugli animaletti. I pezzi piccolissimi, come i pendenti per le collane, richiedono molta una pazienza e precisionee ce le metto volentieri.

Ogni oggetto è davvero unico.  Anche se ne facessi un altro simile, non sarebbe mai uguale: la forma, i colori, le decorazioni, tutto concorre a renderlo irripetibile. Le piccole differenze che puoi notare da un pezzo all’altro non sono difetti, ma l’impronta di qualcosa che è  stato fatto dalle mie mani.

Scopri le fiabe di porcellana →

Per conoscermi meglio

In ordine sparso e senza un motivo preciso:

Potrei vivere

In un cottage della campagna inglese o provenzale, tutto pietre, finestre sulla campagna e brume al mattino.

Mi piacciono

Il profumo del pane,  il fumo dei camini, i suoni della natura.

Stagioni

Non riuscirei a vivere in un luogo senza stagioni, ma se ci fossero due autunni in un anno mi andrebbe benissimo.

Momenti della giornata

All’alba preferisco il crepuscolo, quando tutto si prepara alla notte.

Amo notare

I dettagli, con la sensazione sottile e bellissima di essere una delle poche persone ad accorgersene.

A me invece piace mettere gli stivali di gomma rossi a pois quando piove, per andare a fare cic-ciac nelle pozzanghere.

Ti presento Maddo

A questo punto l’hai già conosciuto: anche se non si fa mai vedere del tutto, c’è sempre.

Maddo è nato in un quadernetto con le pagine color burro, ma ha visto la luce solo in un pomeriggio d’estate, molti anni fa, durante un laboratorio di illustrazione per l’infanzia.

Da subito ha cominciato a fare cose: avventure, passeggiate, marachelle. Piano piano, è rimasto con me fino a diventare la mascotte di MadeInMad®. Quando ho scelto il logo, lui è stato il mio primo pensiero: è una creaturina simpatica e innocua, allegra e spensierata, capace anche di momenti di profondità e tenerezza. È affettuoso, un po’ buffo e un po’ distratto.

A Maddo piace mangiare mele croccanti dalla buccia rossa, fare picnic, cucinare dolcetti deliziosi. Ha una bella casa, piccola ma con tutto quello che serve: un divano color senape, un bel tappeto rosso e morbido, una libreria alta fino al soffitto. Le pareti sono color pastello e il giardino è curato con amore. Vicino ci sono altre casette, un po’ come in certi posti in Inghilterra dove ci sono poche case e molte pecore.

Di pomeriggio beve il tè accompagnato da qualche biscottino, in compagnia dei suoi amici più stretti. Legge libri di avventura seduto sul davanzale della finestra, in soggiorno. Gli piace molto annaffiare i fiori e coltivare il suo piccolo orto.

Non ama chi parla a voce troppo alta, gli asparagi e le cose amare. Ha paura dei ragni dal corpo grosso e peloso. Non ha la tv e non ascolta la radio, ma ogni tanto canticchia. Vive in un mondo tutto suo e gli basta così.

Rimani con noi?

Se sei qui, forse è perché anche tu cerchi un po’ di meraviglia tra le cose di ogni giorno. Ne sono felice! Puoi curiosare tra le fiabe di porcellana e iscriverti alla newsletter, che qui si chiama letterina, per sapere le novità e ricevere i miei racconti gentili.

Ricevi la letterina

Una newsletter con racconti dal laboratorio, novità in
anteprima e tutte le cose che mi piacciono di più. Un modo per rimanere vicini, sorridere, rallentare.

Ricevi le letterine →

MadeinMad®

Fiabe di porcellana

© 2026 MadeinMad® | P.IVA 04827320278 | Privacy Policy & Notice | Cookie Policy | Preferenze Cookie | Termini e condizioni | Brand @Eccentrico Studio | Web @Miel Café Design
usercartmagnifiercrossmenuchevron-downplus-circlecircle-minus